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mercoledì, 01 luglio 2009

Latveriani uniti!


latveria is for lovers ° header


Il fumettaro incallito che sono ha finalmente il via libera per linkare Latveria Is For Lovers, un blog in cui le nuvole parlanti vengono affrontate in maniera dissacrante e anticonvenzionale. Dietro FedeMc si nasconde Federico Bernocchi, Sir Crom è Marcello Crescenzi e Hipurforderai... Bè... Se leggete eMpTV (ma anche se non lo leggete) non ha bisogno di presentazioni. Val comunque la pena ricordare che il nostro è (stato?) anche firma di RockLab e scrive col sottoscritto su Compost. Seguite questo branco di pazzi scatenati che in soli quattro giorni ne ha già scritte delle belle.

lunedì, 29 giugno 2009

Penisola deserta.


Et voilà, ecco qui i miei dieci dischi italiani dal 2000 ad oggi. Se poi non sapete cosa sia Penisola Deserta, vi spiega tutto Enver qui.

PS: good bye MyHoney.

Related:
italian embassy.

domenica, 28 giugno 2009

Comunicazioni di servizio (con sorpresa).


Per cominciare dico che ci sono, gli acciacchi persistono, il blogger resiste. Post noioso in attesa di ripartire per parlare delle altre pagine di eMpTV.

Se il restyling su MySpace è minimo, è pur vero che la pagina è tornata attiva come ai bei tempi andati. Quindi fatevi sotto con le richieste di amicizia e vediamo di combinare qualcosa di bello con la roba che fate, ammesso e non concesso che mi piacciate e che abbiate mooolta pazienza.

Penso sia tempo di annunciare ufficialmente che eMpTV esiste anche su Twitter. Attiva già da un pezzo, la pagina è ora linkata nella colonna qui a fianco e pronta a partire ufficialmente rifornendo i suoi followers di video nuovi, gossip e altre amenità in tempo più o meno reale.

Il cambiamento più concreto riguarda la nuova pagina YouTube. Grazie ai nuovi profili offerti dal sito, ho introdotto qualche modifica all'interfaccia del canale. In alto ci sono tre pulsanti: cliccando su Iscriviti YouTube vi invierà ogni settimana l'aggiornamento dei nuovi video uploadati, risparmiandovi di aprire la pagina ogni volta; cliccando su Preferiti troverete un archivio di video di gruppi genovesi filmati da altri e da me reperiti; su Playlist infine trovate i video filmati da eMpTV divisi per gruppi. Sia il menu Preferiti che il menu Playlist sono visibili in modalità griglia premendo il tasto Grid in alto a destra. In attesa di una videocamera nuova e di qualche progetto ad essa connesso previsto per la prossima stagione, tra breve ripartirà l'upload dei video in formato 16:9 alta qualità. Questo dovrebbe migliorare tanto la qualità dell'immagine quanto quella dell'audio. Dita incrociate.

Se siete stati così bravi da arrivare fino in fondo a questa pizza di post vi premio linkandovi il disco degli Eat The Rabbit finalmente in download gratuito: tra le cose migliori uscite da Genova nel 2008.

mercoledì, 20 maggio 2009

The long talk after the EP came out: SEDICI chiacchiere con Still Leven.


still leven ° foto di luca parodi


Casomai avesse senso parlare di next big things qui a Genova, Still Leven sarebbe uno dei primi nomi da segnarsi. Collocati inizialmente in un filone new wave, il giovane quintetto (il più piccolo ha quindici anni, la più grande venti) va ora evolvendo di concerto in concerto, ampliando e complicando il gioco dei rimandi. Cresceranno molto, o almeno così sostiene mezza indie-mafia locale: già coccolati dai Port-Royal, quindi pompati dal sottoscritto sulla compilation di eMpTV Nights, i nostri hanno da poco inciso un EP, Everyday And Never, uscito per la neonata Imao In The Mouth di Davide Japanese Gum Cedolin e prodotto in parte da Daniel Dresda Campagne e in parte da Martino Blown Paper Bags Sarolli. Momento propizio, si direbbe, per conoscere meglio il gruppo; e ancor di più pensando a domani sera, quando i nostri si esibiranno sul palco del Laboratorio Sociale Buridda con Albero Rovesciato e i nostri local heroes Kramers ed Hermitage in occasione dell'ennesimo Compost Benefit.

Partiamo dalle origini. A chi è venuta l'idea di formare il gruppo e come vi siete conosciuti?


Giacomo: Matteo (aka Puppo, bassista e autore dei testi del gruppo), Greta (voce/flauto) e io (voce/synth) ci conosciamo da 15 anni; i due fratelli Norfo (Matteo/Prawn e Simone/Kid Easy, rispettivamente chitarra e batteria) li abbiamo conosciuti nel momento in cui si sono aggiunti al gruppo. La storia degli Still Leven è lunga e noiosa: inizialmente era un progetto unicamente mio e di Puppo, poi siamo diventati una band che ha cambiato formazione tre volte prima di arrivare a quella attuale. Esiste anche un primo EP chiamato Seven Fading Pleasures che io e Puppo teniamo ben nascosto.


giacomo / still leven ° foto di anna positano ° www.theredbird.orgEveryday And Never mostra già da ora una grande maturità sul piano delle liriche. Che so essere opera di Matteo, e dunque a lui mi rivolgo. Nella vita di tutti i giorni ti comporti come un cazzaro di prima categoria, poi butti giù dei testi che per allegria se la giocano col Robert Smith di Pornography, tanto per non scomodare il solito Ian. Una scelta funzionale al suono del gruppo (e alla voce del vostro cantante) oppure quella del cazzaro è la tipica maschera per non far pesare sugli altri le proprie ansie?

Matteo/Puppo: Entrambe le cose, direi. Posso affermare con sufficente sicurezza di non essere un ansiato cronico sotto antidepressivi con una lettera da suicida in tasca. Tuttavia preferisco indubbiamente tenermi i miei problemi per me e semmai canalizzarli in una qualche forma di espressione: che può essere un testo, una melodia, ma anche semplicemente l'andare a correre a Castelletto nel cuore della notte come un deficiente. Alcuni testi sicuramente sono frutto di determinate sensazioni vissute in determinati momenti: per esempio The Long Talk After Mom Died, pur non essendo in nessun modo collegata a una mia esperienza vissuta, è la rappresentazione di una relazione familiare morbosa, del crollo di quelle sicurezze e quei principi che solitamente tengono insieme un padre e una figlia, una moglie e un marito, e in generale la maggior parte dei rapporti umani. Questo, appunto, è un testo che ha vita propria e magari l'avrebbe anche senza la canzone. Non si può dire la stessa cosa, invece, di Just A Face In The Crowd, dove la melodia e l'arrangiamento sono nati ben prima del testo che poi in qualche modo è stato costruito ad arte ed incastrato nella canzone vera e propria. In quel caso particolare le parole non hanno tanta importanza quanta ne ha invece il ritmo e la metrica del testo. Poi c'è The Dreamer che è più o meno la sintesi delle due tendenze, una canzone che gira interamente attorno alla voce, anche se in alcuni punti il significato del testo viene piegato alle suddette regole di metrica e ritmo. Quindi alla fine ogni canzone è una storia a sè: a mio parere in alcune è importante che ci sia un messaggio e un retroscena a sostenerle, in altre invece può essere più funzionale il cantato inteso come un vero e proprio strumento.


Giacomo ha una forte presenza scenica, figlia delle sue esperienze teatrali. Come sapete è una caratteristica che il sottoscritto apprezza molto al contrario di certa Genova devota al low-profile. Cosa ne pensi e in quale direzione prevedi di far evolvere la tua figura?

Giacomo: Personalmente credo che la mia esperienza teatrale mi abbia reso solo più disinvolto sul palco. Non ho paura di fare figure di merda, di muovermi, di urlare, di ballare, ma non esiste un personaggio o una figura. Mi diverto, vivo la musica anche con il corpo e questo lo faccio tanto durante le prove quanto sul palco. Il fatto che a Genova i concerti sembrino una messa è una grande verità, la gente sembra scoglionata ed è un peccato.

L'apparente paradosso giovane età / influenze musicali fa ormai parte dell'immaginario legato al nome Still Leven. Chi vi ha indottrinato verso ascolti così lontani dai gusti dell'adolescente medio?

Matteo/Puppo: Io personalmente devo ringraziare Attilio (Port-Royal) che mi ha fatto conoscere gran parte della roba che tuttora ascolto: a partire da Mogwai, Sigur Ròs e Arab Strap fino all'elettronica di Autechre, Magnetophone e Aphex Twin - non ultimo, il post-punk dei Joy Division. Poi a un certo punto subentra anche la curiosità verso generi nuovi e vecchi, dischi considerati pietre miliari, gruppi piuttosto sconosciuti ma fondatori di un genere. E così sono venuti fuori i vari Swans, Nick Cave, Einsturzende Neubauten, Shellac, My Bloody Valentine, June Of 44, Low, Sonic Youth e via dicendo. In verità l'adolescente medio è molto più portato per queste musiche sotto certi aspetti più estreme che per canzonette di facile ascolto; è ancora il periodo in cui non si è formato un gusto preciso, una personalità precisa: e allora ogni cosa ha un'altra freschezza e viene affrontata con una diversa emotività. Dischi come Young Team, Pornography, Philophobia, Unknown Pleasures possono cambiare non poco i gusti e le percezioni di un/a ragazzo/a.


Giacomo: Ho la fortuna di avere un fratello più grande di me ed è a lui che devo molto. Grazie a lui ho iniziato ad ascoltare Doors, R.E.M, Radiohead, Sigur Ròs, ecc. Sono poi diventato amico di Puppo e insieme ci siamo fatti una cultura. Spesso i ragazzi si trovano da soli ad affrontare il mondo della musica e dell'arte in genere. Si finisce così a seguire le mode e a disinteressarsi della musica come forma d'arte.

Matteo/Prawn: Personalmente, in quanto giovane, posso oggi dire con piacere che i tempi stanno cambiando e l'adolescente medio per fortuna è diverso da quello di pochi anni fa: la Musica (con la M maiuscola) comincia a prendere piede più facilmente grazie ad una specie di passaparola (che funziona alla grande con l'aiuto di  internet), anche se ancora in piccoli e sparuti gruppi. C'è anche da aggiungere che purtroppo questo processo è molto lento e i media non danno certo una mano a trattare la musica come la forma d'arte che di fatto è. Dopo questa necessaria premessa, nomino primo ad avermi indottrinato verso un certo tipo di ascolti un mio caro amico di infanzia con il quale ho fatto tutte le mie prime esperienze musicali. A seguire il mio maestro di chitarra, soprattutto nell'ambito classico. Infine gli altri Still Leven hanno fatto maturare definitivamente i miei gusti.

greta / still leven ° foto di anna positano ° www.theredbird.orgAgnelli sui giovani di ieri ci scatarrava su. Oggi quei giovani sono divenuti a loro volta trentenni e quindi in piena mentalità ah quando ero giovane io. Per cui, manco a dirlo, scatarrano a loro volta su voialtri (post)adolescenti degli anni 00 trovandovi tanto impeccabili nell'estetica quanto arroganti dislessici da TRL e De Filippi quando aprite bocca, insomma l'inevitabile progenie di un'Italia che negli ultimi trent'anni ha prodotto sempre meno coscienza sociale e sempre più volgarità. C'è chi dice però che questa sia l'ennesima generalizzazione da bigottismo mediatico e che in giro vi siano invece moltitudini di ragazzi molto più svegli di quanto lo fossero le generazioni precedenti. Meno soli di quanto sembrate, insomma. Vivendo questa cosa dall'interno, qual è il vostro punto di vista?


Greta: L'atteggiamento di diffidenza verso le nuove generazioni è una cosa che colpisce tutti indiscriminatamente, è un po' come sentire gli anziani sull'autobus dire si stava meglio quando si stava peggio. Noi viviamo un'età colpita dalla generalizzazione, ma basta scavare un po' per capire che non ha senso fermarsi alla data di nascita sulla carta d'identità: la maturità di un individuo ed il conseguente approccio alle cose, in questo caso la musica, non si determinano in base all'età anagrafica e la prima a doversi ricredere sono stata io con il nostro batterista (Simone, 16 anni, NdeMpTV). L'importante è essere costantemente alla ricerca di qualcosa, interessarsi, essere curiosi e non trascendere nell'apatia, a qualsiasi età.

Matteo/Puppo: Semplicemente alcuni valori presenti nel vecchio secolo, parlo anche solo di una decina di anni fa, sono scomparsi o comunque hanno attraversato cambiamenti sostanziali e la società è cambiata con essi. Come ogni società anche questa ha le sue masse, i suoi antieroi e i suoi gruppi di persone che si trovano in qualche punto imprecisato tra i due estremi. Non la definirei migliore o peggiore di quella che c’era trent'anni fa, semplicemente differente: i criteri per definire se una cosa sia meglio o peggio di un'altra non sono sicuramente quelli di trent'anni fa, ma anzi sono cambiati anch'essi assieme alla società. Quindi qualsiasi confonto con il passato alla fine potrerebbe sempre ad almeno due versioni diverse della stessa storia, nessuna più o meno corretta dell’altra.


Oggi ciascuno di voi imbraccia uno strumento. Al di fuori degli Still Leven e pensando singolarmente a voi stessi come musicisti, qual è il nume tutelare di ogni componente del gruppo?

Giacomo: E' difficile. Credo che ogni cantante debba avere la propria personalità. Se uno mi dice che ricordo Ian Curtis è un grandissimo complimento, forse il migliore, ma non è questo ciò che voglio raggiungere. Con il tempo sto cercando di rendere la mia voce il più personale possibile in modo da renderla riconoscibile ed originale.

Matteo/Puppo: Più che un singolo nume tutelare direi più di una decade di bassisti, a partire da un Peter Hook e un Bob Weston e via dicendo. In linea generale se mi dai un gruppo con una sezione ritmica dura e incazzata come l'armata rossa, sopra puoi metterci a cantare anche Renato Zero e io mi sentirò ispirato lo stesso.

Greta: Per quanto riguarda il flauto dovrei elencare i grandi strumentisti classici: Rampal, Galway, ecc.. Per la voce ultimamente ascolto molte voci femminili eteree che però sono ben lontane dalla mia vocalità. Non ho un vero e proprio faro,anche se amo la voce di Kazu Makino.

Matteo/Prawn: indubbiamente nel rispondere a questa domanda è il caso di fare riferimento alla mia scuola classica, ma in particolare,è necessario che io tiri in ballo l’influenza della musica spagnola: chitarristi come Fernando Sor o Paco De Lucia sono stati delle icone impossibili da trascurare per la mia formazione, quella gavetta che ogni musicista deve affrontare per migliorare la sua tecnica. Se dovessi riassumere tutto il mio stile in un solo nome citerei invece Stuart Braithwaite, precisando però che è solo una corrente momentanea; per quanto mi riguarda non è possibile dare un nome al mio nume tutelare, poichè esso cambia in base al periodo che attraverso.

Simone: A partire dalle mie origini metallare, mi sono sempre ispirato come chiunque intraprenda degli studi a Mark Portnoy o Joey Jordison, tuttora idoli della velocità. Con il passare del tempo ed il maturare dei miei gusti musicali mi sono dedicato ad una ricerca sonora più semplice come le batterie dei Bloc Party. Al di là dei miei studi devo però ammettere che mi piazzerei più volentieri dietro ad un computer piuttosto che sbattermi e sudare come un dannato ogni santo giorno!


I toni così bassi della voce di Giacomo, così come il sofferto contraltare di Greta, rimandano inevitabilmente a quella linea immaginaria che parte dai Joy Division e arriva ai vari Editors e Interpol. Può essere però una caratteristica fuorviante. Quanto vi piace giocare con questo tipo di immagine e quanto invece lo ritenete effettivamente adatto a inquadrarvi?

Greta: Sia la voce di Jack che la mia hanno un timbro scuro, quindi sono più che altro le caratteristiche vocali a dettare legge in questi casi; certo i gruppi sopra elencati rientrano nei nostri gusti,ma il gioco d'immagine non è ricercato. E' necessario essere inquadrati? Perchè personalmente non so inquadrarmi neanche io.

Giacomo: Non abbiamo ancora un'identità definita ed è logico che i primi pezzi rispecchino un minimo i gusti musicali di chi li scrive, ma cerchiamo di evitarlo il più possibile. Facciamo new wave / post-punk e i gruppi da te elencati anche, quindi l'accostamento è corretto.

matteo / still leven ° foto di anna positano ° www.theredbird.orgSo che avete molti nuovi brani. Quando e come intendete pubblicarli?

Matteo/Puppo: Eeeh.. Con calma! È uscito l'altroieri un EP, se va bene non l'hai manco ascoltato dall'inizio alla fine! Scherzi a parte si pensava di tornare in studio verso la metà di giugno, l'idea è sempre fissa sul criterio EP e le canzoni, come dici anche tu, ci sono. Niente frasi del tipo speriamo che veda la luce entro il *** perché l'ultima volta la previsione era sbagliata di dieci mesi. Anche sul come c'è ben poco da dire perché ancora non ci siamo posti il problema. Se dovessi dirti a grandi linee cosa aspettarti direi che sicuramente c'è una matrice pop che in Everyday And Never non c'è, o almeno non così accentuata. D'altra parte ci sono anche due o tre cose che non saprei dirti esattamente da dove le abbiamo tirate fuori, ma di certo da nulla di associabile al pop.

A proposito di futuro, spariamola grossa: la label dei vostri sogni, quella per cui vorreste uscire un giorno.

Matteo/Puppo: C'è stato un periodo in cui tutti i gruppi che ascoltavo uscivano per Beggars Banquet: Calla, Devastations, Iliketrains, Film School, The National... Alla fine dei conti sarebbe sicuramente la prima scelta. Sarebbe bello anche Touch & Go o Rough Trade. Tutta robetta da niente, vero? Comunque apprezzo più una piccola etichetta poco conosciuta che regala sorprese inaspettate e graditissime rispetto a uno dei suddetti mostri sacri con un livello qualitativo così alto che neanche più sorprende. Voglio dire, potrei entrare in un negozio e prendere il primo cd marchiato 4AD che mi capita per mano e novanta su cento mi piacerebbe. Secondo me la componente del rischio e dell'inaspettato è fondamentale nel mercato musicale di oggi. Sono il primo che, se si tratta di comprare un disco, lo scarica, lo ascolta, lo riascolta e solo a quel punto forse decide di mettere mano al portafogli. Però comprare un disco e scoprire che è un bel disco semplicemente sulla base di un consiglio altrui, piuttosto che di una recensione, della copertina o del titolo, per me è una soddisfazione ben maggiore dello scaricare intere discografie in mp3. Alè, una botta di vita ogni tanto.


Per finire: Matteo, chi sono i Quite Fired e cosa vogliono da noi?

Matteo/Puppo: Sono due onesti lavoratori che sono stati licenziati senza sapere il perché, così, di punto in bianco. Adesso, come immaginerai, sono piuttosto incazzati quindi hanno deciso di fare musica che suoni come il capoufficio che ti prende a calci in culo tutti i santi giorni, giusto così, per dare al pubblico un piccolo assaggio del loro inferno personale. Cosa vogliono? Vedere che faccia ha Gina Bacconi.

Listen:
still leven ° the dreamer

Watch:
still leven ° just a face in the crowd (live @ emptv nights)
still leven ° broken asses and wasted times (live @ festival delle periferie)
still leven ° the dreamer (live @ liquidamente / notte bianca)
still leven ° the long talk after mom died (live @ buridda)
quite fired ° live @ buridda

Related:
still leven @ myspace;
still leven @ blogspot.

martedì, 12 maggio 2009

Radiodrama Scramble Duo.


rocco e simone ° radiodrama scramble duo


Ciao a tutti.
Bene, il primo podcast di Disorder Drama è pronto e si scarica qui.
Lo abbiamo chiamato Radiodrama Scramble Duo.
Con amore,
Simone e Rocco.

domenica, 10 maggio 2009

So tired, unhappy.


In questo blog ho sempre evitato di parlare di me stesso sul piano personale, limitandomi a qualche accenno di tanto in tanto o a cose molto leggere. Forse il compromesso ideale sarebbe stato raccontarmi in rapporto alla musica che ascoltavo, evitando certi toni da recensione in favore di uno stile più terra-terra e confidenziale, dando quel tocco di calore che probabilmente in questa pagina è sempre un po' mancato rispetto ad altri blog musicali. La ragione per cui questa volta mi scopro è l'esigenza di fare il punto, più per una mia necessità che per desiderio di raccontarlo a chi legge. Forse, e ancor più probabilmente dopo quanto ho appena scritto, non è questa la sede adatta. Eppure lo è perchè, farà ridere, ma sono poche le cose al mondo che sento più mie di eMpTV.

Non lo nascondo: sono mesi brutti, i peggiori degli ultimi tre anni ovvero da quando ho aperto il blog. Dei miei problemi di salute ho accennato qua e là nei post precedenti. Scelgo di non ammorbare con i dettagli, basti sapere che dagli ultimi giorni dello scorso anno passo da un malessere all'altro: cose non gravi, più o meno serie ma rese comunque difficili dalla mia ipocondria. Continuo a fare il simpatico su Facebook e ai concerti ma alla prova dei fatti sto prendendo le distanze da molti amici, per il semplice fatto che in questo momento fatico a gestire un qualsiasi dialogo con serenità.

Mi aggrappo con le unghie e con i denti a pochissime persone; mi aggrappo a questo blog anche se sto nuovamente riducendo la frequenza dei post; mi aggrappo a Genova, Disorder Drama, Compost e tutte le altre cose che stanno bollendo in pentola, che per me significano musica nel senso più autentico del termine e che mai come in questo periodo sembrano poche rispetto a quante ne vorrei fare.

Tra qualche giorno usciremo con una sorpresa che speriamo diventi molto importante: qualcuno già lo sa, altri possono intuirlo. E' una vera barbonata confessarlo dopo tanto piangersi addosso ma anche solo mezzo feedback su questo nuovo progetto da parte vostra mi salverebbe la giornata. Quanto a questa pagina ho qualche intervista in cantiere. Nel mezzo, oltre alle solite cose, umanizzerò ulteriormente (ma più allegramente) dandomi a un po' di retrospettiva sui videoclip che ho più amato. Poi vedremo, tanto se conoscete eMpTV da tempo siete abituati a certi cambiamenti.

Forse mi pentirò di aver scritto questo post così triste e lontano dalla persona che sono e voglio essere. Forse per qualcuno sarà una cosa fuori luogo, per altri una patetica caduta di stile, una nota ancor più stonata perchè inserita in un'opera di severa coerenza. Se sarà percepito così, mi dispiace. Nel momento in cui scrivo, però, sono righe inevitabili.

eMpTV alle ore 00:01 | dammi più share | commenti (22)
categorie: spleen there
sabato, 02 maggio 2009

Scusate il disturbo.


scusate il disturbo


Qui di seguito l'invito a partecipare a Scusate Il Disturbo, di scena al Munizioniere di Palazzo Ducale domani dalle 13 alle 20.

Ciao! Attraverso il bando Scusate Il Disturbo e la relativa realizzazione dell’evento di cui stiamo per parlarti, abbiamo creato una prima occasione di confronto per la tua associazione/circolo/collettivo/gruppo informale all’intero di un sistema da definirsi di rete di soggetti locali. All’interno della manifestazione di domenica 3 maggio, che si terrà nel Munizioniere di Palazzo Ducale dalle 13:00 alle 20:00, abbiamo riservato una grande quantità di spazio per te e per tutte le altre realtà collettive che ti venga in mente di contattare e invitare. Una piccola ma importante occasione di fare massa critica, di presentare i propri progetti presenti, passati e futuri. Una grande occasione di fare squadra, di proporre e di dibattere sulle risposte da dare a questa città a domande che in pochi si pongono. Una grande dimostrazione e invito a fare insieme meglio di quello che si può far da soli. Le Associazioni Liska, Disorder Drama, Laboratorio Probabile Bellamy e OpenArt ti invitano a partecipare a questo social event, sponsorizzato dal Comune di Genova e da Palazzo Ducale Fondazione Cultura, come segno chiaro e forte di un volersi reimpossessare di ciò che più ci appartiene: la nostra libertà di fare e di comunicare iniziative, di sognare progetti e realizzare successi. Portati un tavolino, una sedia, e del materiale promozionale, i cd che stampi, i flyer degli eventi, le locandine delle serate o quant’altro possa esserti utile per un mostra e dimostra che aiuti il pubblico ad appassionarsi ai tuoi progetti. Partecipa e confrontati con gli altri, poni dubbi e ottieni soluzioni, condividi esperienze positive e negative. Da tutto questo potremmo provare a muovere importanti passi per rinnovare davvero la vita culturale di questa città. Saremo lì dalle 10:00 del mattino. Grazie!

Il sottoscritto sarà presente con qualche sorpresa targata eMpTV e curerà la sezione radio/podcast con interviste e musica insieme al buon Rocco degli En Roco e altri loschi personaggi. Prendete esempio partecipando anche voi a una giornata che vogliamo finalmente decisiva per Genova. A coronare l'evento, direttamente da Chicago, gli Icy Demons.

eMpTV alle ore 23:49 | dammi più share | commenti
categorie: emptv hot
sabato, 25 aprile 2009

She said hot.


ormonde


La Parlophone pesta duro con il 2.0: mentre vengono annunciati download gratuiti ogni mese per gli utenti Facebook (basta iscriversi alla loro fan page e controllarne gli aggiornamenti), su YouTube le migliori videografie del glorioso catalogo dell'etichetta britannica viene uploadato in HD in questi giorni. Blur e Pet Shop Boys i primi della lista. blur ° hd videography

Anna-Lynne (Trespassers William, NdeMpTV) flew to Denton, TX in the summer of 2008 to record a duet on the upcoming John Grant album, being recorded with Midlake in their studio. Which is where she crossed paths with Robert (Gomez, NdeMpTV), who was laying down guitar parts for the same album. After listening to one another's solo works, Robert came up with the idea to rent a house in the small desert town of Marfa, TX for a month, to write and record a full album. They set up Robert's recording gear in a little adobe house under a sky full of stars in February 2009, and left a month later with ten songs. McKenzie Smith of Midlake added drums and an album was born. E' la storia degli Ormonde. robert gomez ° into the sun

She Said What?! She said Marsiglia. she said what?! ° live @ nota bene, 28.11.08

Messaggi Da Un Furgone Nazione è il titolo del nuovo EP di Q; lavoro che, nello spingere uno dei pezzi più rappresentativi del disco di Filippo uscito lo scorso anno, mette in campo quattro remix (tra cui spiccano i nostri Mass_Prod e Tarick1) e condisce il tutto con l'inedita Lo Stato D'Attesa Ed Il Desiderio e la riproposta di Adattamenti, cover dei Voyeur inizialmente realizzata per eMpTV Nights Compilation e sempre disponibile qui. Tutto l'EP è invece in streaming qui. q ° adattamenti (live @ disco club / circolazioni indipendenti)

Related:
parlophone @ youtube;
ormonde;
she said what?!;
q.