Ulrike.
Dal MySpace degli Hermitage arriva Ulrike, inedito ancora una volta registrato presso Green Fog. Si tratta di un brano dove le iniziali progressioni, da sempre caratterizzanti il suono del quintetto, trovano sfogo in un finale epico che, nell'accorciare le distanze con i numi tutelari del post-rock, va pure a candidarsi come il picco emotivo più alto raggiunto finora dai nostri. Una conferma, come minimo. hermitage ° ulrike [myspace streaming]
It's time to luccichio!

I Camillas sul video di Mi Dai Fastidio:
'Il video nasce all'interno di un progetto finanziato dalla Comunità Europea, denominato AULLO [Autoptic Uondering Limitated Liberal Organization] e gestito da un'equipe integrata di artisti e docenti di antropologia, tra cui Claudio Tacchi, regista del video, Manlio Turturi, antropologo ed etnografo dell'Università di Anversa, Milena Zaffini, esperta in dinamiche culturali ed immigrazione, Paul Respings, responsabile dell'Associazione Cult&Colt di Glasgow e Michael Morley, dell'Università di Glasgow.
Obiettivo del progetto era la raccolta e la documentazione di stati comportamentali ed esistenziali, attraverso cui ipotizzare nuove forme di esistenza nell'Europa di domani. Come Camillas abbiamo partecipato al progetto attraverso il Laboratorio Caucus: abbiamo trascorso 72 ore a testa rinchiusi in scatoloni, insieme ad alcuni oggetti di uso comune [atlanti, tette, destinazioni, coltelli, dimenticanze, cultura, orgasmi, pentole, salsicce...] e monitorati a fondo da alcune telecamere ad alta penetrazione affettiva ed emozionale. In particolare avevamo due obiettivi puntati direttamente a riprendere il nostro vissuto interiore e collocati fra l'ipotalamo e l'ipofisi.
Sono state giornate splendide! Consigliamo a tutti i musicisti di immergersi con il sorriso sulle labbra in questi esperimenti perché francamente non credevamo fosse possibile approfondire così tanto il senso della nostra presenza su questa terra! Anche se poi la storia non è finita bene come è iniziata, anzi no, poi le cose si sono sistemate, però ce la siamo vista brutta accipicchia!
Il regista, Claudio Tacchi, per screzi con l'organizzazione [diciamo pure che aveva pienamente ragione, in quanto gli hanno sottratto dal compenso il costo di una bottiglietta d'acqua acquistata all'aeroporto di Bruxelles, adducendo rischi che francamente non crediamo egli abbia corso], ha sottratto le bobine con il girato delle telecamere interiori, giungendo, al colmo del furore, a chiedere un riscatto all'organizzazione, altrimenti avrebbe diffuso su eMule le immagini, dotandole di connotatore istantaneo, che, come sapete, agisce attraverso l'iPod e trasforma gli ascoltatori/guardatori in files scompattati, molto bavosi. Sono state giornate dure, di trattative accanite, feroci, giocate sul filo della tensione degli sguardi e delle lingue, che rapide avanzavano proposte per giungere ad un lieto fine della vicenda: poiché non era il denaro ad interessargli, il regista aveva chiesto di poter presenziare ad alcune puntate di Matrix in veste di esperto dinamiche intravisive, ma chiaramente non si è giunti ad un accordo. Lo stesso dicasi per una partecipazione telefonica a Caterpillar, come sindaco di un comune virtuoso e lodevole. Dobbiamo dire che a questo punto il regista si è incazzato molto, ma è qui che noi l'abbiamo guardato negli occhi e l'abbiamo fatto innamorare, permettendogli di produrre questo capolavoro di sfarfalii e luccicanze, bellissimo.
Il video quindi è composto con il girato delle telecamere che hanno ripreso come siamo fatti noi da dentro. Perché noi siamo fatti così. E anche voi.' i camillas ° mi dai fastidio
Related:
i camillas.
Some things cost more than you realise.

Sembra che la faccio apposta, eppure non è così. Non stanno un attimo fermi. Ogni volta che leggi notizie di musica ultimamente, quasi sempre si tratta di loro. Questo è il video di All I Need, che molti fans attendevano. E' un video che ancora una volta spiazza, toccante ma non nel modo in cui vi aspettereste conoscendo la canzone. Dall'Hollywood Reporter, che si è aggiudicato la presentazione del video [quella ufficiale dovrebbe avvenire domani su tutti i maggiori canali televisivi musicali]:
Yorke said the band linked with MTV to highlight such issues as child slavery, enforced servitude and sex trafficking because it was "about exploiting a situation while you have the chance.". Qui l'articolo completo. radiohead ° all i need
Related:
radiohead.
Checchè se ne dica, Pitchfork sa ancora il fatto suo.

Crystal Castles arrivano al loro primo vero videoclip. Minimale nei dettagli, scurissimo nei colori e patinatissimo nella fotografia come da collaudata formula These New Puritans / Klaxons e saam-ate varie: la cricca è quella, si sa, e poco fa che qui sia tutta elettronica e che si ammicchi più all'8-bit che al rave vecchio o nuovo. Il profilo è quello ovvero sempre basso, l'estetica è quella ovvero sempre inappuntabile, i contenuti sono sempre quelli ovvero discutibili, eppure nessuno si sogna di discuterli: maledizioni NME di questo decennio. crystal castles ° courtship dating
Radiohead, Radiohead... Non fai in tempo a linkare una cosa che li riguardi che subito combinano qualcos'altro. L'ultima è quella di un nuovo live in studio, questa volta giocato praticamente in casa visto che gli studi sono quelli del From The Basement di Nigel Godrich. Il nuovo set includerà canzoni vecchie e nuove e verrà trasmesso anche in tv il prossimo 3 maggio su quella VH1 che qui in Italia è visibile sul canale 708 di Sky. Vai a sapere, però, se la data in questione corrisponderà anche alla messa in onda sul nostro territorio. Qui per ora c'è un'anteprima. radiohead ° bangers'n'mash [live from the basement]
Related:
crystal castles;
radiohead.
Cose che avrei preferito non sentire.

La prima è orripilante.
La seconda banale.
La terza kitsch.
E la quarta sarà pure la meno peggio, ma quanta nostalgia.
Auguri.
Related:
coldplay;
css;
prince;
the radio dept..
eMpTV weekend?


O qualcosa del genere. Per il quinto appuntamento con eMpTV Night infatti raddoppiamo al Checkmate con i bolognesi di My Honey da una parte e la nostra Marsiglia dall'altra. Volete ballare? Volete fissarvi le scarpe? In qualsiasi modo, vi accontentiamo.
Se poi volete fare una cosa in grande stile, prima di venire al Checkmate non mancate di fare un salto da Disco Club in via S. Vincenzo. Lo storico negozio di dischi genovese aderirà infatti al Record Store Day, pregevole iniziativa a sostegno dei negozi indipendenti di dischi. Qui il programma previsto per entrambi i giorni.
Venerdì 18 aprile.
Tiger Tiger! vengono da Bologna e sono nei fatti l'ultima sensazione indie-pop nazionale proposta dalla My Honey dei vari My Awesome Mixtape e Le Man Avec Les Lunettes. Questi nuovi promettenti fanciulli la buttano lì facile e dichiarano tra le influenze Beatles e Belle And Sebastian. Che ci possono stare, per carità. Chiaro però che se le reminiscenze 60s sono innegabili, il taglio è pur sempre 2008: profilo molto più basso dei nomi citati, molta più tendenza a giocherellare e a pasticciare. La voce di lei, Margot, passa con nonchalance da toni soffici a urletti isterici, e l'alternanza tra ballate e ballabili sul programma del loro 11pm è altresì perfetta. Dicotomie pop che non vantano ancora rappresentanze in formato video, qualcuno con una handycam darà il suo piccolo contributo. Magari venerdì. Fino ad allora, l'assaggio è in mp3 [via]. tiger tiger! ° premarin
Per Q parla innanzitutto il suo curriculum. Se non siete di Genova magari i Topi Muschiati ve li siete persi, e passi. Ma difficilmente sarete sfuggiti ai Numero6, che furono Laghisecchi e ora sono pop ben contaminato con appendici letterarie a firma Enrico Brizzi. Filippo ha suonato qui prima di uscirsene con questo dischetto, Le Proprietà Elastiche Del Vetro, dove il gioco diventa comprimere il cantautorato genovese in formato The Eraser. Dal suo studio il Timbaland dell'indie italiano, ovvero Paolo Benvegnù, benedice. In tema di etichette Micropop pubblica, Jestrai distribuisce. Il video è su YouTube ma per questa volta ve lo linko io. q ° è quasi estate
Sabato 19 aprile.
Gli Arbdesastr sono di Verona ed escono su un'etichetta di Genova chiamata Marsiglia. C'entrassero qualcosa con una sola di queste tre città. Meno di zero. A meno che non vogliate associare l'immaginario genovese ai Port-Royal più ambientali. In tal caso possiamo starci, certo è che chi ha paura di ballare può stare tranquillo. Casse dritte non ne esistono, l'approccio alla materia è senz'altro più minimale: la chiave di lettura è quella di un glitch che sa emozionare pur nelle sue sofisticherie. E i visuals che accompagneranno il set suppongo confermeranno. Anche qui piacerebbe un clip per dare un'idea. Mancando ques'ultimo, se Marsiglia è Marsiglia - ovvero una net-label - un ep scaricabile da qualche parte dovrebbe esserci. Qui accanto, ad esempio [via]. arbdesastr ° s/t
Di Fabio Zuffanti già avevo detto, ormai quasi un anno fa. Il ragazzo non si è fermato minimamente, e accanto alla sua miriade di progetti ha fatto uscire a suo nome la colonna sonora di Manituana dei Wu Ming, un remix per Julie's Haircut e un inedito per Treatment Effects, compilation uscita per l'ottima Chew Z. A differenza dello scorso Festival delle Periferie questa volta Fabio si esibirà da solo, in un set intimo dominato dall'elettronica e dalla sua voce. Il video è proprio quello del brano di Chew Z, la splendida Salto In Lungo, dall'ultimo Compost Benefit al Buridda. fabio zuffanti ° salto in lungo [live @ l.s.o.a. buridda]
Related:
tiger tiger!;
q;
arbdesastr;
fabio zuffanti;
my honey records;
marsiglia records;
disorder drama;
checkmate club.
Afraid of the 29.

In attesa di una prossima ripartenza di questo blog, nuovamente al palo a causa di un sempre più indaffarato sottoscritto che ultimamente non ha nemmeno più tempo di postare le proprie serate (vedi il caso dell’ultima eMpTV Night con Farmer Sea e Armstrong?), ecco il sommario di sabato prossimo. Quarta serata di eMpTV al Checkmate. Siateci.
SingleSignOn sono l’ultima prova dei buoni rapporti intercorrenti ultimamente tra Genova e Torino. Proprio dal capoluogo piemontese infatti i nostri arrivano al Checkmate per presentare il loro album d’esordio uscito proprio questa settimana e seguito di un EP uscito l’anno scorso per Peteran Records che già aveva messo bene in chiaro le cose: dream pop in cui l’elettronica gioca un ruolo di primo piano. Fin troppo facile, vista la sinergia di cui sopra e la materia trattata, scovare associazioni con il giro nostrano degli infatti sodali Port-Royal e degli ormai lanciatissimi Japanese Gum. E altrettanto naturale è la curiosità per un set che si preannuncia molto intenso. singlesignon ° singlesignon ep [free download]
Secondo molti la next big thing del 2008 genovese, Still Leven si sono confrontati con il pubblico del Buridda un mesetto fa. La ricetta è differente dagli headliner della serata: anche con questi giovani(ssimi) di belle speranze le scarpe ce le si fissa ma i contorni si fanno più nettamente chitarristici, tra la new wave più scura dei vari Joy Division e certe aperture post-rock che sembrano ormai inscritte nel dna della scena cittadina. L’uscita dell’EP d’esordio è prevista entro l’anno, i margini di crescita certamente ci sono ma se già ora più di un addetto ai lavori sta sprecando buone parole su di loro tenerli d’occhio sembra quantomeno opportuno. still leven ° christine + still leven ° untitled + still leven ° the long talk after mom died
Related:
singlesignon;
still leven;
peteran records;
disorder drama;
checkmate club.
Just for a [satur]day.

Dei Japanese Gum ho già parlato più volte. Di cose da dire però, per fortuna, ce ne sono sempre. I ragazzi sono prossimi a pubblicare un nuovo EP, Hey Folks! Nevermind! We’re All Falling Down. I demo di due tracce sono online sul MySpace del gruppo da qualche giorno, il tutto mentre la loro attività live extraligure va intensificandosi sempre di più. Un buon momento che celebriamo facendo proprio di Japanese Gum il gruppo di apertura della seconda eMpTV Night. japanese gum ° the month of dictators [live @ festival delle periferie 2007]
Siccome si è deciso che a sto giro passeremo la serata fissandoci le scarpe, da un gruppo all’altro mandiamo sì a casa glitch et similia ma ci teniamo senz’altro tutte le distorsioni e i vari riverberi che nei primi ’90 hanno dato vita alla definizione shoegaze. Sea Dweller da Roma attingono direttamente a queste ultime fonti. Ancora non molto visibili ma promettenti, c’è chi si è già accorto di loro e non parliamo dei soliti hype della stampa ma degli Asobi Seksu: proprio questi ultimi, dopo averli avuti come band di supporto per la loro data romana, hanno invitato i Sea Dweller sul palco per suonare tutti insieme Red Sea. Con risultati notevoli, immortalati anche in quel di YouTube. Il gruppo, forte di uno zoccolo duro di fans in quel della capitale, è attualmente in giro per l’Italia promuovere l’uscita dell’EP Underwater Town: Genova, il Checkmate ed eMpTV sono una di queste tappe. Vi aspettiamo. sea dweller ° every inch [live @ init 24.01.08]
Related:
sea dweller;
japanese gum;
disorder drama;
checkmate club.
eMpTV: Best Of 2007 + VideoBravo 2007.
Eccoci qui, in spaventoso ritardo e con una playlist un po’ falsa. Nel senso che il mio ultimo anno di ascolti è stato per lo più costellato di tanti EP, tanti mp3, tante autoproduzioni e pochi album veri e propri. Un anno, quindi, in cui per star dietro a molte nuove promesse mi sarò perso tanta roba migliore di quella che andrete a leggere. In fondo al post ho allegato anche quest'anno VideoBravo: la video-playlist che omaggia insieme DiscoBravo e i bloggers che ancora una volta hanno partecipato all'iniziativa del buon Gecco.

10. fink ° distance and time
Il 2007 è anche stato un anno mediamente folk per me, come dimostra già questa decima posizione. La Ninja Tune che pubblica un disco voce-chitarra? Eh sì. Fink viene dal mondo del djing ma ha intrapreso un percorso da folksinger che difficilmente lo vedrà assurgere a nome di prima grandezza: Distance And Time è un dischetto del tutto nella norma, anzi perfino un pelo troppo patinato nella produzione curata dall'ex-Lamb Andy Barlow. Insomma, ben lontano dalla perfezione. E allora? Dai, è la solita solfa: le parole giuste al momento giusto ecc. E come per magia ogni osservazione fatta fin qui cade nel vuoto.

9. okkervil river ° the stage names
Curiosamente il nome Okkervil River quest’anno ha fatto capolino in molte playlist mentre due anni fa Black Sheep Boy, che personalmente preferivo e preferisco, era stato considerato da pochi. E dire che pure quello arrivava dopo un altro gioiellino mai abbastanza considerato [Down The River Of Golden Dreams]. Gli Okkervil hanno rischiato di deludermi a sto giro. Ci ho messo mesi prima di consentire un secondo ascolto a una nuova prova che mi aveva, lo confesso, annoiato. Riprovarci ha funzionato. Un terzo ascolto, poi un quarto, e poi un quinto: allora sei ancora dei nostri, Will, anche se sei rimasto l'unico della line-up che fu. E così A Girl In Port finisce qualche settimana fa su eMpTV. Con merito, contenendo alcuni dei più bei versi letti ultimamente. E anche questo nuovo capitolo si guadagna il suo posticino tra le mie preferenze dell’anno.

8. arcade fire ° neon bible
Definitivamente i portabandiera di una scena, quella canadese, che ha segnato il presente del rock non solo indie. Gli Arcade Fire del mio 2007 non sono unicamente quelli di Neon Bible [disco appena sotto l’esordio, quindi ben al di sopra delle mie previsioni] ma anche e soprattutto quelli di Piazza Castello a Ferrara. Un concerto, lo si è scritto da tutte le parti, che aveva in sè l’atmosfera dell’Evento. Non so dire se il successo di questi ragazzi sia l’ennesimo fuoco di paglia di questi tempi sempre più veloci o l’inizio di una carriera importante. Per certo Win Butler e compagni pur nel marasma di indie-bands contemporanee hanno saputo affermare meglio di chiunque una propria poetica e una propria identità. Fosse anche solo per questo, andrebbero applauditi.

7. wilco ° sky blue sky
Dicono che, anche senza O’Rourke, Jeff Tweedy e compagni non hanno perso nulla. Non è che sia proprio così per i miei gusti. Anzi, spesso i ritorni alle origini mi spaventano. Quando un gruppo sceglie di fare certi passi indietro, spesso si finisce col parodizzare se stessi e di lì alla perdita definitiva dell'ispirazione il passo è breve. Ecco, benché Sky Blue Sky non mi abbia coinvolto quanto i due lavori precedenti degli Wilco, benché non lo trovi nel suo complesso altrettanto a fuoco, voglio essere ottimista. Mi sento di poterlo essere quando ascolto la voce di Jeff, la cui passione e la cui sincerità sono quelle di sempre. Ti arriva lì dove so io, e dove sapete voialtri che lo amate come me. E così le chitarre di Nels Cline che ancora una volta sporcano come e quanto devono, Jim o non Jim. Non il disco migliore degli Wilco: ma nondimeno, un disco degli Wilco. E quindi un gran disco. Per ora mi sta bene così.

6. ex-otago ° tanti saluti
Ciò che l’anno scorso erano per me gli Hot Chip, lo sono gli Ex-Otago quest'anno. Ovvero: un gruppo che non vive nel 2007 ma che è il 2007, il qui e ora. Un disco con un buon nucleo, le canzoni, e un contorno sfizioso di sfumature e valori aggiunti. Pop che sembra scemo e invece è maledettamente furbo. Prodotto pochissimo rispetto a quanto il gusto di Pernazza e soci per la melodia avrebbe suggerito. E quindi un disco di canzoni che non può [nè intende] essere pop-ular più di tanto. Almeno qui in Italia. Esportabili, allora? Forse, non fosse per quell’inglese volutamente maccheronico che ce li rende italianissimi. E che li rende loro, soprattutto. Così c[o]olorati che solo su Riotmaker. E sul palco intrattenitori 2.0 coi fiocchi. Loro si vogliono divertire. Noi? Pure.

5. !!! [chk chk chk] ° myth takes
Quando ho sentito la prima volta l’ultimo lavoro dei !!! era l’1 gennaio del 2007. Scherzosamente lo avevo nominato il mio disco dell’anno. Effettivamente un giudizio prematuro. Se il disco è qui però non è per caso, perché queste canzoni continuano a divertirmi anche se non le ascolto più in maniera così massiccia. Rispetto al lavoro precedente il gruppo di New York ha smussato qualche spigolo: a molti la cosa non è piaciuta. A me sì. Must Be The Moon e Yadnus rimangono bombe tra disco e funk che se non cambieranno il corso della musica rimangono cose ottime da ascoltare appena alzati la mattina. Non ultimo, questo disco è legato al ricordo dell’intervista gentilmente concessaci da Allan Wilson e totalmente improvvisata lo scorso marzo al Rainbow di Milano. L’inizio di un ottimo periodo per questo blog che non potevo non celebrare in questa sede.

4. port-royal ° afraid to dance
Disco atmosfere-sognanti dell'anno. In un 2007 che mi ha avvicinato tantissimo alla mia città, Port-Royal è sempre un nome di cui da genovese posso andare orgoglioso. Ma quella dell’essere concittadini è una nota a margine, assolutamente insignificante nel loro piazzamento in questa playlist. Nulla hanno fatto Attilio e compagni se non accentuare una componente legata al beat, al ritmo, e per il resto mantenendosi splendidamente gelidi. Così non me ne frega niente se in Italia sono usciti ottocento gruppi più cool [tanto più quando la coolness consiste nella reiterazione di generi che nel 2007 nemmeno avrebbero più senso di esistere: se proprio devi creare degli hype, blogosfera italiana, almeno motivali]. Allo stesso modo non mi interessa capire se Flares era meglio o peggio di Afraid To Dance. I Port-Royal continuano a somigliarmi, e ad emozionarmi: fact.

3. burial ° untrue
Il fatto curioso del mio podio di quest’anno, una cosa assolutamente non cercata e di cui mi rendo conto nel momento in cui scrivo, è che ogni suo gradino rappresenta un mondo sonoro particolare e ben definito. Partiamo da Burial. Il mio beniamino e il beniamino del dubstep tutto non è riuscito a bissare i fasti dell’anno scorso che lo avevano visto medaglia d’oro tra le mie preferenze. La colpa di questo mancato trionfo è da imputarsi, col senno di poi, unicamente al valore dei primi due classificati e non certo a questo Untrue: sul quale, è vero, inizialmente avevo manifestato perplessità, ma che pure di ascolto in ascolto ha accorciato lo scarto con il suo predecessore fino a suonare come un seguito pienamente all’altezza. Nessuno sa chi sia eppure questo ragazzo ci sta raccontando una storia che è tra le più avvincenti nella musica di questi anni.

2. battles ° mirrored
Se mi avessero detto che un giorno avrei visto un cosiddetto supergruppo nella mia classifica dell’anno non ci avrei creduto. Figuriamoci al secondo posto. I Battles in effetti non sono all’altezza dei progetti che decretarono la fama dei singoli componenti e che già all’epoca dei primi EP avevano catalizzato molte attenzioni sul loro nome. Ma mai come in questo caso i paragoni sono ingiusti. Ok: Atlas è il vertice assoluto del disco, un singolo sul quale si è detto tutto e si sarebbe potuto non dire nulla da quanto parla da solo. Ma non si può tacere di un resto di programma che da quel math famoso attinge per farne finalmente non mero riciclaggio ma materia nuova. Nessuna sorpresa, visto il cast importante e le ambizioni, che il disco esca griffato Warp: label che negli ultimi anni ha saputo ampliare i propri orizzonti mantenendo inalterata la propria visione futurista della musica.

1. vic chesnutt ° north star deserter
North Star Deserter. C’è chi ha scritto pagine intere su questo disco, un gioiello che non so quanti si aspettassero. Io stento a dirne qualsiasi cosa. Un disco facile e difficile insieme, vero nei contenuti e nelle emozioni che sa donare ma complesso nel suo modo di porsi. Fatto di canzoni basilarmente voce e chitarra che raramente hanno saputo vivere di tanta forza. E sì che di dischi simili ne abbiamo ascoltati tanti, anche solo in questi anni. Ma proprio qui sta la lezione importante di questa raccolta di brani: non importa quante volte hai sentito un disco suonare in un certo modo, se dentro ci sono personalità e ispirazione sarà sempre come la prima volta. Non lo hanno detto a nessuno, Vic e i suoi illustri amici, che stavano confezionando una delle cose migliori mai uscite da casa Constellation: semplicemente lo hanno fatto, e quando questo album è uscito è stato chiaro per tutti. Disco dell’anno.
VideoBravo is a tribute to:
cosmetic ° sulle riviste [votato da esse1]
sunset rubdown ° winged / wicked things [live] [votato da astor]
spoon ° don't you evah [keepon version] [votato da kAy]
arcade fire ° neon bible + wake up [live] [votato da kekkoz, maelstrom, danco e ultran0ia]
akron/family love is simple [live] [votato da enver, soundverite e il_vile]
lcd soundsystem ° north american scum [votato da colas, vivated e Marco Rosella]
the national ° mistaken for strangers [votato da subliminalpop]
radiohead ° nude [scotch mist version] [votato da onan, Attimo, ILNomeNonConta, SigurRoS e stikkiubbonnie]
band of horses ° is there a ghost [votato da blutarsky82]
patrick wolf ° the magic position [votato da elit]
vic chesnutt ° over [live] [votato da margherita e delso]
battles ° atlas [votato da JOYELLO]
the good the bad and the queen ° kingdom of doom [votato da redrhum]
menomena wet and rusting [votato da Earthlydelight]
digitalism ° pogo [votato da EgoManiacKid]
settlefish ° the boy and the light [live] [votato da eMA!]
panda bear ° bros [votato da Ambra Galassi]
blackfield ° 1000 people [votato da CaptainHowdy]
Action from the basement.

eMpTV in collaborazione con gli amici di Disorder Drama e il Checkmate Club è lieto di presentare eMpTV Night. eMpTV Night è un progetto in costruzione, di scena da dicembre a maggio, che prevede il coinvolgimento di due gruppi per ogni serata. Entrambi italiani ed entrambi più che degni di esposizione.
Le finalità del progetto sono essenzialmente due.
La prima è quella di trasferire il concetto base dell'indieblogging [ovvero: far conoscere gruppi nuovi] direttamente su un palco. In altre parole, invece che leggere quattro righe di post e scaricare un mp3 o guardare un video, vieni nel locale e guardi fisicamente il gruppo esibirsi davanti a te.
La seconda è quella di creare una rete di contatti e possibili scambi. Bene o male sappiamo tutti cosa avviene nei centri grossi come Bologna, Milano o Roma. Ma cosa succede invece ad Ancona piuttosto che a Brescia o a Torino? Quali sono i locali di riferimento? Esistono etichette? Esistono possibilità? Chi è che gestisce il booking dei gruppi? Piano piano e di serata in serata cercheremo di tracciare una mappa della scena indipendente nazionale e se ora partiamo in sordina quanto a promozione e visibilità [ma non certo quanto a qualità della proposta], state certi che di qui a maggio caleremo un asso dietro l'altro.
Rocktone Rebel è l'aka del nostro micromusicista locale. Armato di Commodore 64 e Game Boy il buon Amedeo scatena il panico sopra e sotto i palchi genovesi da diverso tempo. Con un EP all'attivo per Marsiglia, di recente si è guadagnato un posto nell'ottima compilation di micromusicisti italiani Bit Beat per i tipi di To Lose La Track e ha partecipato a un festival 8-bit in quel di New York. Tenerlo d'occhio è un obbligo, oltre che un piacere. rocktone rebel ° sick & tired [live @ rural indie camp]
Lush Rimbaud vengono da Ancona, e rispetto a Rocktone Rebel buttano via le console mantenendo la componente pestona e danzabile. In curriculum per loro un disco, Action From The Basement, uscito per la toscanissima From Scratch degli amici Miranda e un videoclip [Remember Sammy Jenkis] girato da Postodellefragole [noti ai più per la Robespierre di Offlaga Disco Pax]. Il pezzo killer però rimane a mio avviso la title track, ritmo serrato e ipnotico tra post-punk ed elettronica a bassa fedeltà che bene incornicia nel messaggio di fondo lo spirito di eMpTV Night. lush rimbaud ° action from the basement + lush rimbaud ° remember sammy jenkis
Related:
lush rimbaud;
rocktone rebel;
disorder drama;
checkmate club.